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La storia di Santa
Teresa di Gallura inizia nel periodo
Nuragico
(circa 4.000 a.e.) con il
Villaggio Nuragico de Lu Brandali, presso Baja S.Reparata dove
si notano le rovine di torri costruite con massi di pietra
giganti, che arrivano fino alla cima di un monte che sovrasta
la baja a scrutare il mare dai suoi pericoli.
Tantissime le cose da vedere. Nei pressi del
villaggio è situato ciò che resta di una Tomba
dei Giganti, una camera di sepoltura dalla forma semi
circolare posta su un campo magnetico. I primi
colonizzatori esterni furono i Fenici e i
Cartaginesi dei quali si trovano tracce nel sud dell'isola.
I Romani danno una svolta in quanto edificano le strade
consolari, porti e città. A Santa Teresa fondano
II porto di Longonis sul nostro fiordo, e la città di Tibula a Capo
Testa quale capolinea della strada Consolare di Olbia Tibula.
A Tibula
rimangono le rovine delle cave di
granito spedite via mare per ornare i palazzi di
Roma tra i quali
il Pantheon.
Del
Medioevo ci rimangono i resti da scoprire del Castello di Eleonora
d'Arborea al porto,
gioello del Periodo Giudicale C regni governati da Jndikc).
La Torre edificata nei primi del XV secolo dagli Spagnoli
fece parte di un progetto comprendente altre 79 Torri in tutta
l'isola per sorvegliare l'accesso dal mare. Nel 1720 la
Sardegna passa dopo 400 anni ai Savoia per farne parte del
Regno di Sardegna, divenuto nel 1861 Regno d'Italia. Nel
frattempo viene fondato il Borgo di Santa Teresa nel 1808 per
volontà del Re Vittorio Emanuele su pressanti richieste del
Luogotenente Francesco Maria Magnon, quale fondatore
riconosciuto del Comune, il centro storico ricalca la pianta
della Capitale del Regno, Tonno. Dopo alcune tragiche vicende
nella seconda guerra mondiale (Bechi), l'isola è parte
integrante della Repubblica Italiana con lo statuto di Regione
Autonoma.
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CASTELLO DI LONGONE Da
"STORIA DI GALLURA" di G.
Casalis.
"Sulle rovine dell'antica
città si ristabiliva un popolo nel declinare del secolo XIV,
quando fu fabbricato il castello di questo nome, che diventò
famoso. Esso sorgeva alle estreme faldi occidentali del monte
Caresi in sulla sponda del porto, di forma quadrilatera
irregolare con un'appendice di difesa dalla parte di terra,
dove il terreno potea favorire agli oppugnatori. Il lato sul
porto gonfiavasi nel suo mezzo in un arco di circa 75° per una
grossa torre che vi sorgea, quindi ad una ed all'altra parte
spezzavasi la linea per offrire comodo a propugnatori di
dirigere le arme in verie parti; il lato a tramontana e una
retta di m. 55: il meridionale rientrava un poco e terminava
in due torri; l'orientale avea m. 60. Da questo a m. 18
dall'angolo della torre partiva la predetta appendice di
difesa che era una costruzione lunga m. 60, larga 6 infine
slargantesi e incurvantesi in una grossa torre. A questa
fortificazione era parallelo nella distanza di m. 8 dalla
parte di mezzogiorno un altro muro, che poi si piegava a
ricoprir la torre a levante e a tramontana, coperto esso pure
da un'altra parallela. La costruzione era solidissima, e più
la dove potea agire il nemico poteavi stare, come ben si
intende un buon numero di truppe. Nei monumenti istorici della
Gallura si leggeranno le imprese che spesso si tentarono
contro questo castello nei pochi anni di sua esistenza.
Parlasi da Longonesi di certa lapide, trovata nel castello, e
portata via dagli isolani ( della Maddalena), nella quale
leggevasi il nome della giudicessa
Leonora." | |
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